La storia del Granducato di Toscana raccontata da Elena Petrioli attraverso le sale del primo spazio museale dedicato alla storia medicea: il Museo De’ Medici

Sono ripartiti finalmente gli incontri di ToscanaÈ, associazione no profit costituita da Gloria Mottini, Erika Bertelli, Marco Bartolini e Leonardo Cerini, che promuove la partecipazione attiva alle iniziative culturali del territorio e la sua valorizzazione attraverso eventi e social.

Il primo appuntamento della stagione è stato la visita al Museo De’ Medici, primo e unico spazio museale dedicato alla storia medicea a Firenze, in via dei Servi, all’interno del palazzo che fu residenza del cavaliere Sforza Almeni, consigliere di Cosimo I De’ Medici.

Così, dopo i numerosi consigli su dove andare a mangiare o degustare a Firenze e dintorni, oggi ti parlo di un luogo in cui nutrire e misurare la tua conoscenza dei Medici, famiglia che ha segnato la storia e le tradizioni di questa città e non solo.

Il museo è nato nell’estate del 2019, in occasione del doppio cinquecentenario di Cosimo I e Caterina De’ Medici, grazie al progetto di una giovane start up guidata da Samuele Lastrucci, direttore d’orchestra esperto di storia medicea, con l’obiettivo di restituire alla fruizione pubblica uno spazio legato alla storia del primo Granducato di Toscana, da Cosimo I ai Lorena.

Nel rispetto delle norme anti-Covid e grazie alle audioguide con auricolari monouso forniti da Start, abbiamo ascoltato la storia della Grande Dinastia e aneddoti curiosi da Elena Petrioli, guida turistica autorizzata che ho avuto il piacere di conoscere durante la prima visita guidata di ToscanaÈ all’Area Archeologica di Fiesole e di cui ti consiglio di seguire il profilo Instagram Guarda Firenze, dove pubblica informazioni sulla storia e sull’arte della nostra città, oltre che curiosità (non perderti il post curioso del lunedì!).

Dopo i saluti del direttore Samuele Lastrucci, sotto lo stemma con l’arme Medici-Toledo, Elena ci ha parlato di Sforza Almeni, al servizio di Cosimo I, il quale gli concesse privilegi e favori, come la residenza del grande palazzo di via dei Servi confiscato alla famiglia Taddei, fino a quando Cosimo stesso lo assassinò per aver rivelato a Francesco la relazione segreta del padre con Eleonora degli Albizi. Fu proprio l’Almeni a convocare a palazzo i migliori artisti del tempo tra cui Vasari e Ammannati.

Il museo ospita una collezione privata di opere d’arte inedite, manoscritti, cimeli storici e lettere originali, provenienti dall’archivio della Fondazione Anna Maria Luisa De’ Medici.

Cominciamo dalla sala dedicata alla genealogia, con Cosimo I De’ Medici, figlio di Giovanni Dalle Bande Nere e nipote di Lorenzo Il Magnifico, a cui si devono la nascita del Granducato di Toscana e la realizzazione di opere come gli Uffizi, il Salone dei Cinquecento, Palazzo Pitti e il Corridoio Vasariano, e Eleonora Da Toledo, colei che acquistò con la sua dote la residenza dove sorge il Giardino di Boboli. Il loro fu uno dei rari matrimoni d’amore dell’epoca.

Siamo passati poi alla Sala della Corona, dove è possibile ammirare la corona medicea in tutte le sue evoluzioni attraverso la tecnologia olografica e alla collaborazione con Hologriffe. La corona, infatti, è dispersa (è stata ritrovata una corona nella tomba di Gian Gastone, ultimo Granduca della dinastia, ma priva di pietre).

Sala dopo sala hai modo di ripercorrere tutte le fasi salienti della storia della famiglia, del loro legame con l’arte e la scienza e di comprenderne l’avanguardia (ad esempio, sapevi che ai tempi di Ferdinando I la Toscana tentò di colonizzare l’America del Sud?).

Tra le mie preferite, Margherita Luisa d’Orléans, ribelle nipote della regina Maria de’ Medici e cugina di Luigi XIV e moglie di Cosimo III, di cui nel Museo è esposto il ritratto di Sustermans, che dopo scandali e alterchi con il riservato marito, riuscì ad ottenere il permesso di tornare in Francia, continuando a creare non pochi problemi al consorte.

I tre figli di questa infelice unione, Ferdinando, Anna Maria Luisa e Gian Gastone, furono gli ultimi membri di casa Medici. Scomparso Gian Gastone, senza eredi come il fratello, il Granducato venne consegnato a Francesco Stefano di Lorena. Anna Maria Luisa fu l’ultima superstite della dinastia che lasciò a Firenze e al resto del mondo il patrimonio artistico collezionato dalla sua famiglia nei secoli.

Concludono il percorso museale la Sala delle Origini, con un grande diorama che rappresenta la battaglia di Anghiari, e la Sala di Bacco, dove sono esposti i vini toscani tutelati dai Medici fin dal 1716. Forse non sai che fu Cosimo III a emanare un bando che divideva la Toscana in 4 zone di produzione, Chianti, Pomino, Carmignano e Val D’Arno di Sopra, primo disciplinare vinicolo della storia.

Dopo un pomeriggio così interessante, nell’unico e primo museo dedicato ai Medici, e ricco degli spunti stimolanti forniti da Elena, non vedo l’ora di scoprire quali saranno i nuovi incontri di ToscanaÈ.

Se questo articolo ti ha incuriosito, segui l’associazione su Instagram e Facebook. Puoi anche scrivere all’e-mail info@toscanae.com.

Museo De’ Medici

Palazzo di Sforza Almeni

via dei Servi, 12

Firenze

​​museodemedici@gmail.com

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00

Biglietti: intero 9 euro con audioguida integrata, ridotto 5 euro (accompagnati da una guida abilitata, minori di 18 anni, studenti universitari, accompagnatori di portatori di handicap), gratis minori di 7 anni, persone con disabilità, guide abilitate; visita guidata con il direttore, della durata di circa due ore, intero 15 euro, ridotto 10 euro, solo su prenotazione.

Instagram

Facebook