Fase 3: torniamo nei ristoranti! La mia cena da A’ Puteca

È trascorso un altro mese dall’ultima volta che ho scritto.

Nel frattempo molti ristoranti, bar e cocktail bar sono stati riaperti, altri rimarranno chiusi fino a settembre o a data da destinarsi.

Il lavoro, che mai ha subito nel mio caso fasi di arresto, è a pieni ritmi, sempre meno è il tempo per la mia famiglia e mio figlio, così come per la cucina e la preparazione dei drink, lasciamo perdere per shopping e tutto quello che era stato rimandato per via della pandemia mondiale in corso.

In compenso ho guadagnato imprevisti lavori di ristutturazione del bagno che mi sarei volentieri risparmiata, che mi costringono a lavarmi come i gatti, e dei capelli che Bob Marley scansati.

Con mia grande gioia, però, sono tornata a cenare fuori.

Le mie prime impressioni: le persone sembrano ancora piuttosto timorose, prediligono ancora spazi all’aperto, anche se molti si ammassano di fronte a chioschi, come quello su Lungarno Cellini che pare il nuovo viale Ceccarini di Riccione, o ai locali in zona Sant’Ambrogio e Borgo La Croce.

I bar e ristoranti che ho frequentato io sono ben organizzati in un’ottica di igiene e sicurezza e si respira un clima piuttosto disteso, nel senso che, pur prestando attenzione alle norme, puoi goderti il pasto o la bevanda in piena serenità (parlo di bar e pasticcerie come Cosi, Galleria, Osa Bistrot e ristoranti come Buoneria e Pasta Dock).

Una delle prime sere di riapertura ho prenotato con alcune teste matte in un ristorante di recente apertura in via Gioberti, A’ Puteca.

A dire il vero ha attirato la mia attenzione il nome che nel mio dialetto significa “negozio” (non so se in dialetto campano abbia la stessa valenza).

Il ristorante propone piatti della cucina napoletana, utilizzando prodotti campani attentamente selezionati e di ottima qualità: pizze fritte, primi e secondi piatti espressi di pesce, pizza napoletana sono le voci del menu che hanno catturato subito il mio interesse.

L’artefice di A’ Puteca è Carmine Colascione, noto in città per pizzerie come Il Pizzaiuolo di via dei Macci e Vico del Carmine in San Frediano: praticamente tra le mie pizzerie preferite.

Il ristorante dispone di un grazioso dehors su via Gioberti, con pochi tavoli e ben distanziati.

Il menu è ora consultabile attraverso il lettore QR Code dello smart phone.

pizze fritteIo ho provato il Tris di pizzette Montanare, ben fritte, croccanti e leggere, e gli Scugnizzi, straccetti di pasta fritta con pomodorini, rucola, fior di latte e Parmigiano; a seguire Linguine con crema di scampi, burrata e pistacchi di Bronte strepitose.

linguineDa bere ci è stato consigliato un Pallagrello Bianco Vestini Campagnano che mi è piaciuto molto in abbinamento ai piatti scelti e ho terminato con un Amaro Rucolino D’Ischia molto buono.

amaroLa spesa a persona è stata di circa 30 euro a persona.

Ho visto servire delle bellissime pizze agli altri tavoli, per cui conto di tornarci presto.

Peraltro, ho apprezzato molto il servizio, attento e propositivo.

Insomma, una valida (e gustosa) novità.

A’ Puteca
via Vincenzo Gioberti, 170/172 R
Firenze
Tel. 0552025712

 

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madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.