Rosso d’estate: il Chianti Colli Fiorentini attraverso l’interpretazione di 11 produttori

Chi l’ha detto che il vino rosso non sia un vino da bere in estate?

Qualche settimana fa ho partecipato all’interno de Le Pavoniere, nel cuore del polmone verde fiorentino, il Parco delle Cascine, ad una degustazione di Chianti Colli Fiorentini, guidata dal giornalista enogastronomico Leonardo Romanelli e con il servizio di Fisar. L’occasione è stata un modo per scoprire quanto questi vini siano diversi tra loro, ognuno con una sua personalità, dovuta alla diversità dei terreni, ai differenti microclimi e all’interpretazione dei loro produttori, e come si possono servire in estate.

Il Chianti Colli Fiorentini nasce dal vino prodotto sulle colline intorno alla città di Firenze fin dagli inizi del Novecento. Nel 1967 il Chianti è riconosciuto D.O.C. e nel 1984 si aggiudica la denominazione D.O.C.G..

Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini nasce nel 1994, per iniziativa di un gruppo di viticoltori che intendono tutelare, far conoscere e valorizzare i frutti del territorio che copre l’area collinare intorno a Firenze, da sud-ovest a sud-est (Bagno a Ripoli, Barberino Val D’Elsa, Certaldo, Impruneta, Lastra a Signa, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Rignano sull’Arno, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Tavarnelle Val di Pesa).

Parliamo dunque del vino delle colline di Firenze, il Chianti di Firenze. Non a caso il logo rappresenta il Marzocco affiancato da un calice di vino.

Dopo i saluti e un’introduzione del presidente del consorzio Marco Ferretti, abbiamo cominciato la degustazione con l’introduzione di ciascun produttore e l’interpretazione del Romanelli, a partire da Fattorie Giannozzi, azienda storica a gestione familiare e struttura ricettiva di Barberino Val D’Elsa che ha presentato il suo Villa Marcialla Chianti Colli Fiorentini 2019, per proseguire con Fattoria San Michele a Torri, azienda a vocazione biologica sulle colline di Scandicci, con il suo Chianti Colli Fiorentini 2019. Il terzo vino è Chianti Colli Fiorentini 2018 di Poggio al Chiuso, azienda agricola di Barberino Tavarnelle fortemente legata alla tradizione. È la volta di Castello di Poppiano Guicciardini, importante realtà di una delle più antiche famiglie fiorentine, a Montespertoli, con il suo Cortile Chianti Colli Fiorentini 2018. L’ultimo vino prima della degustazione dei riserva è Collerosso Chianti Colli Fiorentini 2017 di Valvirginio, cantina sociale Colli Fiorentini a Montespertoli.

Cominciamo la degustazione dei riserva con Madiere Chianti Colli Fiorentini Riserva 2018 di Tenuta San Vito di Montelupo Fiorentino, con la certificazione di produzione biologica fin dal 1985. Proseguiamo con Chianti Colli Fiorentini Riserva 2018 di Azienda Agricola Marzocco di Poppiano di Montespertoli, per poi passare a La Torretta Chianti Colli Fiorentini Riserva 2018 di Fattoria La Querce di Impruneta. Facciamo un salto nel tempo di due anni con il Chianti Colli Fiorentini Riserva 2016 di Azienda Agricola Lanciola di Impruneta, Chianti Colli Fiorentini 2016 di Azienda Agricola Melenchini, azienda storica all’interno della Villa Medicea di Lilliano, e Vigna La Quercia Chianti Colli Fiorentini Riserva 2016 di Fattoria Castelvecchio di San Casciano Val di Pesa.

Tralascerò le note di degustazione, in quanto ritengo che ognuno di noi associ i sentori del vino in base alle proprie esperienze e ai propri ricordi e, dunque, il gusto di esprimere cosa un vino ci trasmette è qualcosa di assolutamente personale che lascio all’assaggio.

Ciò che è chiaro è che i vini Chianti Colli Fiorentini hanno un’origine comune a cui rimangono fedele quale il Sangiovese, interpretata in modi diversissimi tra loro. I tratti comuni sono senz’altro colori brillanti, profumi freschi, gestione dei tannini ed equilibrio, che li rendono attuali e godibili in ogni stagione.

In estate, ci spiega Romanelli, basta abbassare la temperatura di servizio, in particolar modo per il rosso d’annata, ed ecco che il Chianti Colli Fiorentini è il vino perfetto da degustare nelle sere d’estate.

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