Isola d’Elba: gioie e dolori delle ferie con la peste

Buona domenica!

No, non sono stata rapita dagli alieni, solo le ferie e la settimana di rientro dalle ferie sono state un tantino traumatiche.

I motivi conduttori delle ferie sono state pipì, cacca, vasino della peste, a cui abbiamo avuto la brillante idea di togliere il pannolino in vista della scuola materna, oltre che bizze assurde, che le persone con più esperienza sostengono dovute al mare “che agita”.

Aggiungici il fatto che, per il mio solito, inutile spirito di stacanovista, ho anche lavoricchiato a qualche articolo e voilà che sono rientrata più stanca e incazzata di prima. 😒

In compenso ho ben 12 giorni in giro per l’Isola d’Elba da raccontarti! 😊

Io e la famigliola abbiamo pernottato a Vallebuia, una località dimenticata da Dio sopra Seccheto, nel comune di Campo nell’Elba, in un appartamento dei Sette Nani al piano terra, in cui un claustrofobico avrebbe lasciato le penne, proprio accanto ad una specie di hotel a 2 stelle chiamato La Locanda dell’Amicizia, che ha trasformato la nostra privacy e quella degli altri ospiti in un villaggio vacanze.

I proprietari. terrorismo psicologico sulla possibilità che la peste potesse fare i suoi bisogni fisiologici sul lettino e sulle intoccabili piante del giardino (che poi non sanno che faccio morire le piante solo a guardarle!) a parte, sono stati piuttosto ospitali.

vista casa.jpgAd ogni modo la vista a Vallebuia era meravigliosa: al mattino uscivo in giardivo e avevo di fronte il mare!

Inoltre, bastava scendere in paese con la macchina per essere già al mare.

Partiamo dalle spiagge: i primi giorni abbiamo sperimentato le spiagge più in e gettonate dell’isola, Cavoli e Fetovaia, siamo stati alla tanto decantata Sant’Andrea, mentre gli ultimi giorni ci siamo spinti fino ad Enfola, ma devo dire che non sono rimasta particolarmente entusiasta. Nei primi 3 casi non esisteva spazio vitale, mentre ad Enfola tutte quelle barche rovinavano decisamente acqua e panorama.

pomonte spiaggia.jpgAbbiamo trovato il nostro personale paradiso in spiagge meno battute dalla massa, Pomonte e Chiessi, a 10′ di macchina da Seccheto.

Si tratta di spiagge di sassi, ricche di scogli, generalmente frequentate da famiglie.

pomonte.jpgPomonte ha anche una piazzetta deliziosa, con due bar, uno il Pomont’s bar, dove eravamo soliti far colazione, l’altro, Baba Yaga, dove fermarsi anche la sera per una pizza (la pizzeria è stata inaugurata proprio durante il nostro soggiorno).

baba.jpgAl Baba Pizza ti consiglio la Cecina e la Focaccia di Recco, accompagnate dalla birra artigianale La Birretta Elbana, dell’Agriturismo Due Palme, a Schiopparello (Portoferraio).

Il pomeriggio siamo spesso rimasti a Seccheto, una spiaggia  di sabbia proprio sotto casa, abbastanza affollata, ma con una bella area all’ombra nel pomeriggio.

sagra.jpgA Seccheto, ma anche a San Piero, a Pomonte e in tutti i paesini limitrofi, sono state organizzate nel weekend cene in stile sagra e spettacoli per i bambini, cosa che ha permesso a chi non aveva voglia di spostarsi di trascorrere una serata diversa.

secchet.jpgSulla spiaggia di Pomonte si trova il bar La Baracchina che ci ha preparato un buon Moscow Mule, con tanto di Panzanella.

chiessi.jpgE, sempre in tema di aperitivi sulla spiaggia, non male anche Il Posto delle fragole a Chiessi.

In fatto di vizi non ci batte nessuno! 😊

pareti.jpgRiguardo alle gite fuori porta, abbiamo visitato Capoliveri, passando per Pareti, dove io e la mia metà abbiamo soggiornato ben 9 anni fa per un weekend, e dall’Innamorata, nota spiaggia legata all’omonima leggenda e rievocazione storica, dove abbiamo visto un tramonto strepitoso.

A Capoliveri abbiamo scovato una chicca per l’aperitivo: Elba Magna, una sorta di panificio con prodotti da forno, prevalentemente dolci, preparati con grani antichi.

salsa di polpo.jpgL’aperitivo era a base di Cerimito, un dolce tipico pasquale elbano, con cipolla in agrodolce, una sorta di crostini dolci con soprassata e verdure dell’orto. In più la gentilissima signora che ci ha servito ci ha fatto assaggiare una salsa al nero di polpo deliziosa.

La stessa sera siamo passati anche da Porto Azzurro, non molto lontano da Capoliveri. Proprio nella piazza di fronte al Porto si trova il bar pasticceria Dolce Azzurro, dove ho bevuto un ottimo Negroni Elbano, con Martini Miller’s, Campari bitters e una riduzione di Aleatico.

pesce.jpgMi è piaciuta molto anche Rio Marina, dove abbiamo scovato il ristorante sul mare Osteria Vento in Poppa, dove abbiamo mangiato un Dentice Pagro con verdure e patate al forno buonissimo, dopo aver scelto tra il pescato del giorno.

Carine per una passeggiata serale anche le più vicine Marina di Campo e Marciana Marina, con un sacco di negozietti e ristoranti tipici aperti anche dopo cena.

E a proposito di pesce, a Campo nell’Elba si trova la cooperativa Acli pesca, dove puoi fermarti a mangiare i piatti del giorno, acquistare qualche piatto freddo o sugo pronto a base di pesce (gustoso quello alle alici) o il pesce fresco da cucinare.

Capitolo a parte meritano i tramonti dell’Elba, di quelli che solo in un’isola puoi ammirare.

pomonte tramonto.jpgQuelli più belli li ho ammirati a Pomonte e lungo la via panoramica che da Seccheto conduce a Pomonte.

Complessivamente l’Isola d’Elba mi ha colpito molto: pur essendo meta turistica, spesso anche d’elite, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, è rimasta abbastanza selvaggia, con le sue zone montuose, la vegetazione tipica della macchia mediterranea e le sue scogliere a picco sul mare.

E’ la meta ideale per famiglie in cerca di relax (o stress nel mio caso 😂), ma anche per giovani che possono accedere senza ingombro a calette più ardue da percorrere.

Se poi hai una barchetta, la tua vacanza non ha niente da invidiare a quella degli abitué di Ibiza  e Formentera. 😉

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madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.