Rum mon amour: la mia serata al Cafè 19.26 di Firenze

Freddino eh?!

Neve a parte, casa mia pare un lazzaretto: tutti malaticci e contagiati dall’untore in miniatura.

E a me viene una gran voglia di… Bere! 🙂

Qualche sabato fa sono stata, su consiglio di una collega che c’era stata in occasione di San Valentino, al Cafè 19.26, in zona piazza Beccaria, un locale di difficile definizione: un bar che vende anche tabacchi, ma che è anche bistrot, rumeria e locale che ospita musica live.

rum.jpgCiò che mi ha colpito immediatamente è l’ambiente tipico dei bistrot, caratterizzato da tavolini e sedie di ferro con cuscini, libri, vetrate a specchi, luci soffuse, che diventa sorprendente nell’ultima stanza, dedicata alla degustazione di rum.

Altrettanto spiazzante che in cucina vengano proposti piatti di impronta toscana piuttosto semplici, a cui si affiancano con disinvoltura EscargotFoie Gras.

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Io, ad esempio, ho ordinato un piatto composto da prosciutto del Casentino, pecorino e crostini misti e Cappellacci al tartufo di San Miniato. Un peccato che questi ultimi fossero conditi con una salsa al tartufo, anziché con del tartufo fresco!

Buono per terminare il pasto il Sorbetto alla mela verde con Calvados e, ancor più, il rum Clément 6 anni della Martinica che ho scelto tra le numerose etichette provenienti dai Caraibi.

Per la mia esperienza, consiglio Cafè 19.26 soprattutto per una bevuta dopo cena, magari durante le serate di musica dal vivo, oppure per una cena romantica. E’ infatti disponibile, su prenotazione, la cantina per una cena a due.

Cafè 19.26
Via Giovan Battista Niccolini, 30/R
Tel. 0552346296
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madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.