Blog vs Giornalismo: mettiamo le cose in chiaro?

Questo blog è nato per parlare di quello che faccio e mi piace senza prendermi troppo sul serio, ma oggi voglio parlare di una vivace disputa sul rapporto, o meglio sul non-rapporto tra blog e giornalismo, che si è accesa in questi giorni in un noto gruppo chiuso di Firenze e dintorni in cui ho avuto il piacere di conoscere diverse persone interessanti.

Tutto è nato dal fatto che nel gruppo è stata pubblicata l’intervista di LifeBlogger su di me e su Mad Tasting, a cui hanno fatto seguito numerosissime testimonianze di altre blogger, cosa che forse ha indignato un tantino alcune giornaliste e critiche enogastronomiche, che reputano che il cibo e tutto quello che gli ruota intorno, sia un argomento delicato, che ha a che fare con la salute e che, in quanto tale, va trattato unicamente da addetti al settore con una lunga esperienza alle spalle.

A me è venuta immediatamente in mente una sola risposta: è il web dolcezza! 🙂

Nessuno parla di professione, nessuno si reputa un giornalista di esperienza, nessuno parla di cibo a livello scientifico, qui parliamo di…  Passioni e tempo libero!

Al di là della mia personale esperienza formativa, lavorativa e a contatto diretto con questo genere di professionisti del settore, è un dato di fatto che da anni il web offra la possibilità praticamente a tutti di raccontare le proprie esperienze ed esprimere la propria opinione su quello o su quell’altro, senza la necessità di possedere particolari qualifiche professionali. Quella che si chiama democrazia digitale.

Così come è un dato di fatto che molti blogger e influencer siano riusciti, grazie al seguito ottenuto, a farne una vera e propria professione, che nulla ha a che fare con quella giornalistica, regolamentata dallo Stato, un po’ indietro a dire il vero a livello legislativo su questo tipo di attività.

In ogni caso, penso che questo non tolga nulla a chi per professione affronta in modo approfondito  e “professionale” le più svariate variazioni sul tema cibo. E’ tutt’altra cosa.

La cosa può diventare un tantino pericolosa, laddove non si possieda la minima cognizione di causa riguardo ad un argomento, penserai, ma fatto è che ora sul web hanno una voce molto importante anche e soprattutto i non addetti ai lavori, i clienti in primis, e i ristoratori lo sanno bene.

Personalmente nella vita sono abituata a semplificare: penso che se si ha l’urgenza di scrivere qualcosa, non ci sia niente di male a farlo.

Penso che ognuno abbia un’esperienza interessante da raccontare e che, in fondo, al popolo digitale non importi poi molto se sia del settore o meno.

E trovo che i blog come i social network siano una straordinaria possibilità per discutere, senza dover necessariamente obbedire ad un’agenda, ad un ordine del giorno, ad una commessa o a logiche commerciali, di quello che abbiamo bisogno di raccontare.

Penso che le persone, almeno per quanto riguarda il tempo libero, abbiano bisogno di prendersi meno sul serio, di provare qualcosa che corrisponda alle loro reali esigenze del momento e, perché no, alle loro tasche, di scoprire e apprendere qualcosa attraverso un piatto o un drink, di viaggiare nello spazio e nel tempo, di evadere e condividere, non di verità assolute sulla cottura del maialino o sulla persistenza di un vino.

La salute con questo c’entra ben poco ed è comunque un elemento riservato ai reali addetti al settore: i medici e i nutrizionisti.

Infine, la straordinaria bellezza di questa democrazia digitale è che in rete ci sono tantissime opzioni e, se una cosa non piace o non interessa, si può commentare, discutendola, oppure, semplicemente, andare altrove con un semplice click e seguire qualcos’altro.

E tu come la pensi?

Mi piacerebbe avere da blogger e non il proprio contributo.

The following two tabs change content below.

madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.