Ho scoperto un posticino niente male: Calistro, dove il tortello è alla lastra

Sabato sera ero una pezza: notte insonne a causa del mal di gola e del raffreddore guadagnati a botte di aria climatizzata, 38° gradi fuori, che sembrava di avere un phon puntato dritto dritto verso il viso, e giramento di scatole a 3000 per essere rimasta in città.

Unica soluzione: provare un nuovo locale a Firenze.

Non posso farci nulla se a me fa lo stesso effetto antidepressivo degli acquisti!

E allora assoldo la family e prenoto da Calistro, su Lungarno Cellini, ristorantino che ha aperto i battenti a maggio, la cui specialità è il tortello alla lastra in pietra del Casentino, metodo di cottura a cui si deve il nome.

Il locale mi è piaciuto molto: minuscolo, con coperti ridotti all’osso, di cui un tavolo quadrato abbastanza grande per 6-7 persone e qualche tavolino all’esterno.

Ripensandoci è stata un gran botta di fortuna aver trovato posto. Ringrazio chi era al mare!

All’interno leggo che i tortelli alla lastra che propongono sono artigianali e arrivano da Corezzo, paesino tra le foreste casentinesi, mentre i salumi e le carni da un’azienda agricola di Villolmo e i formaggi da un’azienda di Pratovecchio. Le etichette proposte sono frutto di una selezione di piccoli produttori italiani e variano spesso.

Ci si apparecchia praticamente da soli, si ordina alla cassa, si prende da bere, si lascia un nome e si ritira il cibo quando i piatti sono pronti.

A noi in realtà è stata presa l’ordinazione e ci sono stati serviti i piatti, forse perché eravamo in tanti e avremmo fatto casino come al solito, per cui tra un “Pago io!” “No questa volta io!” tipicamente terrone, alla cassa abbiamo solo pagato.

Oltre ai tortelli alla lastra, in diverse varianti soprattutto di terra, trovi panini particolari, come quello ripieno di tartare di manzo, crema di avocado, fiordilatte e acciughe, un tagliere con salumi, formaggi, composte e tortelli del Casentino e piatti particolari come gli Arancini di pappa al pomodoro con burrata, Sascimi di filetto (scritto così!), Burger di panzanella, insalata del giorno, un dolce.

IMG_20170708_195214.jpgCi è stato portato come assaggio un cono con diversi tortelli di patate alla piastra, dalla consistenza molto particolare. A seguire io ho ordinato gli Arancini con la pappa al pomodoro e il Burger di panzanella, con un calice di Franciacorta Robert Pitti.

I piatti mi sono sembrati sfiziosi e nel complesso leggeri.

Gli arancini di pappa al pomodoro erano gustosi, ma cotti in forno: chissà come sarebbero stati in versione fritta! 😛

IMG_20170708_203530.jpgIl burger di panzanella consiste in una rosetta scavata, nella quale viene servita la panzanella: carina l’idea, lodevole l’utilizzo della rosetta (introvabile a Firenze), ma la panzanella a mio avviso poteva essere un pochino più umida e succosa, in modo da impregnare il pane che la conteneva (magari con una puntina di aceto?).

Nel complesso comunque è un posticino che mi è piaciuto: originale, informale, con prodotti di qualità e dal servizio giovane e cordiale.

Ho adorato la ragazza che si divideva tra cucina e sala dal look che ricorda molto Amy Winehouse e il sottofondo musicale di Sgt. Pepper’s dei Beatles.

Non tutti i mali vengono per rimanere in città!

Calistro
Lungarno Benvenuto Cellini, 43
Firenze
Tel. 0556812904

 

 

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madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.