Una pizza al Fiorino sull’Arno con La Fascia del cotone

Venerdì sera cenare a casa era un suicidio vista l’afa che ha colpito Firenze, come il resto delle città italiane.  In più era tardi e il frigo era come i viali di Firenze il 15 d’agosto, per cui sono andata a cena vicino casa, al Fiorino sull’Arno, su Lungarno Pecori Giraldi, nello spazio che un tempo ospitava il mercatino etnico.

C’ero già stata l’anno scorso, durante una serata di Milonga ed ero rimasta piacevolmente colpita dal cibo e affascinata dall’atmosfera.

Ebbene devo confermare l’apprezzamento per questo posto: non è modaiolo e non se la tira come altri spazi estivi di Firenze, i coperti sono tanti e trovi sempre un posto. I ragazzi che servono sono gentili, rilassati (almeno apparentemente!) e veloci. Inoltre, il target è veramente vario: dai ragazzi alle famiglie fino agli anziani.

In menu antipasti classici, come taglieri, prosciutto e melone, carpacci di pesce, primi piatti di terra e di mare, insalate e pizze favolose, tre delle quali anche maxi pizze.

Noi abbiamo scelto nuovamente la pizza. Io ho ordinato un Covaccino Fiorino, con rucola, pomodorini, crudo, mozzarella di bufala e scaglie di grana, ricchissimo e saporito, eppure leggero.

Prezzo: 15 euro a testa con acqua e un bicchiere di vino.

Sul palco si esibiva una band di nome La fascia del cotone, con un repertorio dalle sonorità swing, jazz e blues e testi divertenti e originali.

Se non fosse stato per il sonno che si accompagna al tipico calo psicofisico del venerdì, sarei rimasta volentieri tutta la sera (magari la prossima volta mi attrezzo con una brandina!).

Fiorino sull’Arno
Lungarno G. Pecori Giraldi
Firenze
Tel. 3342863326
(Foto di copertina di Fiorino sull’Arno)
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madtasting

Per gli amici sono Mad. Di origini lucane, sono stata adottata dalla città di Firenze per gli studi universitari, dove ho poi messo su famiglia. Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Teorie della comunicazione e tecniche dei linguaggi persuasivi conseguita presso l'Università di Siena, ho scritto per alcuni portali web nazionali di locali ed eventi e ho pubblicato nel 2014 il mio primo romanzo intitolato "0,80. Diario di una portatrice sana di Gewürztraminer", con il quale ho dato una forma alla passione per la scrittura. Amo uscire a provare e vivere tutto ciò che di buono offrono la città e i suoi dintorni anche in compagnia del mio bambino.